Membrance prende forma nei meandri più “torbidi” della laguna veneta per mano di Davide nel 2012, inizialmente come progetto crossover Death / Black Metal, anche se ben presto il sound della band vira verso panorami più tipicamente Death Metal “old-school”. Dopo alcuni cambi di line-up la band attuale si definisce solo nel 2017 con l’ingresso di Giovanni alle “pelli”, così da dare vita al primo lavoro in studio (“Abyss”) pubblicato da Envenomed Music.

L’impatto con il muro sonoro del combo veneto è veramente devastante, scenari horror in piena regola, tra lamenti, grida ed urla, maestosi synth aprono l’inquietante sipario che porta ad un inferno putrido e angosciante. Il riffing incalzante dei brani d’apertura (Wander in Ghosttown e The Swamp Things) vi caricherà di ansia e disagio, sarete martoriati da raffiche di doppia cassa e taglienti soliste di chitarra, il tutto infarcito dalla brutalità del growl di Davide.

Morality’s Collapse si snoda su sonorità tipicamente death-metal che talvolta si alternano a riffing di stampo thrash (Plauge, Escape from Hell), lasciando spazio a sporadici cambi di tempo e raddoppi molto interessanti (Poveglia), fino a concludersi in un atipico ritmo Rock&Blues in chiave death (My Blues Devils).

Le atmosfere che compongono i dieci brani di questo lavoro, mostrano senz’altro le capacità tecniche di musicisti esperti, un sound compatto e ben assemblato si fa apprezzare proprio lì dove vengono rotti i classici schemi compositivi del genere. Se nella prima parte del disco i Membrance ricalcano fedelmente alcuni canoni stilistici di scuola death-metal, nella seconda parte, ed in particolare alcuni brani, emergono maggiormente spunti più originali decisamente degni di “circoletto rosso”.

Morality’s Collapse è un lavoro dai connotati ben marcati, senza compromessi, che senz’altro sarà apprezzato dagli amanti del genere, ma che nasconde al proprio interno spunti compositivi ben al disopra delle apparenze.

Stefano Di Ielsi

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