“Prayers For Snakes ” rappresenta l’opera prima dei sardi Alcoholic Alliance Disciples, attivi dal 2007 e che posseggono un palmares live di tutto di rispetto avendo condiviso il palco con celebrità del calibro di Nuclear Assault, Bulldozer, Sadist ed Extrema. L’album in questione si apre con la rocciosissima “Seven Days and Seven Nights” specchio fedele di una neanche troppo nascosta passione per un sound che riporta a band come Black Label Society, Pantera e Black Sabbath. Una ritmica lenta, marziale e dolorosa sulla quale si trova assolutamente a suo agio il ringhio del singer Ignazio Cuga. “With All my Strengts” aumenta i giri di almeno un paio di marce ed incalza con un groove che rapisce e costringe a battere a tempo i piedi. Il suono è grasso, le chitarre farcite a dovere ed i vari passaggi anche della successiva “Voodoo Night” robusti come il cemento armato. Fumose ombre di southern e secche piane del Texas si materializzano davanti ai nostri occhi anche sulla pachidermica “Hell’s Revolution” mentre “Inner Fight” parte in picchiata per dirigersi verso una parte centrale oscura passando per un riuscito refrain. Il nostro viaggio nel deserto prosegue con la title-track, che possiede un refrain ellittico e suadente e la caldissima “Drowing Dead” dominata dal vivo e pulsante basso di Paolo Pubusa. “The Same Old Fucking Story” (titolo da Oscar) alza nuovamente tiro e toni evidenziando la performance precisa e muscolare del drummer Angelo Melis. L’ultima porta che conduce alla fine di questo “Prayers For Snakes” è “Beetween Heaven & Hell”, di un color screziato che prende vita mescolando Black Sabbath e Pantera. La prima volta sulla lunga distanza degli Alcoholic Alliance Disciples è da considerarsi superata a tutti gli effetti. Va da se che il genere proposto può risultare ostico per alcuni, accessibile per altri, borderline per altri ancora, ma è indiscutibile il fatto che sia stato interpretato con fedele attitudine e con il piglio giusto. Il prossimo passo sarà trasmettere alle proprie creature quel pizzico di personalità che ancora manca e credere maggiormente nei propri mezzi e nelle proprie idee, perchè, in effetti, ce ne sono tante e sembrano anche molto buone. Da ascoltare, sostenere ed incoraggiare.

ANDY RAGE
70/100

Top Song: “”The Same Old Fucking Story”

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial