Album d’esordio per il combo cagliaritano Alcoholic Alliance Disciples che già dal nome ci fa assaporare il gusto southern della propria proposta musicale. Quindi preparate gli speroni, la camicia a frange e fate tuonare la vostra Harley, si parte tra le polverose lande di Prayers For Snakes tra “riffoni” graffianti, ritmiche potenti e atmosfere alcooliche.

Nonostante la band sia attiva da più di dieci anni (2007), l’ultima produzione in studio risale al 2009 (EP di cinque brani), da allora gli Alcoholic Alliance Disciples si sono dedicati a numerose collaborazioni live con band di rilievo quali Nuclear Assault, Bulldozer, Sadist, Extrema, Cadaveria.

Le nove tracce di Prayers For Snakes si stamperanno nelle vostre orecchie in modo irriverente e senza orpelli, il drumming sostenuto e perentorio di Angelo guida sapientemente le ritmiche con un susseguirsi di mid-tempo, break e stop&go su cui le chitarre (Angelo e Alessio) ed il basso (Paolo), costruiscono un riffing apparentemente semplice, ma molto efficace e ben strutturato, in tipico stile Thrash/Stoner.

Le numerose variazioni di tempo, ed il continuo intreccio di riff risulta mai ripetitivo e permette ai brani di scivolare via senza annoiare. I raddoppi di tempo – Prayers For Snakes e Hell’s Revolution – sono gustosi come una birra ghiacciata in pieno deserto e la voce di Ignazio, roca e graffiante, spadroneggia caparbia valorizzando al meglio i compatti tappeti sonori dei quattro strumentisti.

I brani si susseguono senza avere mai un calo di tensione, ritmi sempre di gran tiro e dall’ottima personalità mostrano una compattezza sonora degna di una band d’esperienza e di ottimo livello tecnico. Gli schemi compositivi utilizzati ricalcano le orme di formazioni storiche quali Black Sabbath e Pantera (a cui la band fa riferimento nella bio) e a mio parere, anche dal forte marchio Stoner caro a band come Monster Magnet e Fu Manchu.

Non fatevi ingannare dalle apparenze, Prayers For Snakes suona decisamente Stoner, viscerale, crudo e apparentemente grezzo, ma nasconde incastri armonici e riff ben equilibrati, ogni variazione di ritmo sembra cadere al punto giusto, quasi ad assecondare l’orecchio di chi ascolta. Va senz’altro dato merito alla grande capacità compositiva dei cinque cagliaritani, capaci di sfornare un album di ottima fattura oltre che ottimamente prodotto.

L’arpeggio di Between Heaven & Hell lascia intendere che siamo all’ultimo bicchiere di Buorbon, lento e carico di gain, scende a piccoli sorsi, morbido e pieno sul palato, per poi esplodere lasciandosi trasportare negli eterei fumi dell’alcool. Del resto, dopo l’ascolto di Prayers For Snakes, sarete diventati anche voi parte integrante dei Discepoli dell’Alleanza Alcolica.

Stefano Di Ielsi

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial