Anni Novanta… quando si entrava all’Hiroshima Mon Amour di Torino la sera del sabato e si ascoltava la nuova sensazione del momento: il grunge. Certo, mettevano di tutto, dal rock al metal, ma ascoltando questo album dei nostrani (di Roma) Bullet of Noise mi sono sentito ancora una volta catapultato nel famoso Seattle sound in tutte le sue sfaccettature, quelle intellettuali alla Pearl Jam, quelle ombrose proprie dei Soundgarden e quelle pazzoidi schizofreniche alla Nirvana. Le prime due song “Rome Is Burning” e “Blackout” hanno quel trend moderno frizzantino di alternative e specie nella title track si sente il gusto punk, con voci più spinte. “Breaking The Cage” ricorda da vicino i Cure in una jam session con gli Alice in Chains. Certo, l’originalità non è il pezzo forte di questo disco però il trend è positivo e si fa ascoltare in maniera totale. Ottima la prestazione di Cristiano Lucidi alla voce e chitarra ritmica, insieme alla lead guitar di Guido Sabatini, bravo nelle sue semplici ma efficaci esecuzioni coadiuvate dalla parte ritmica di Mauro Fabbri  al basso e Ivan Galeone dietro le pelli.
Un paio di filler tra garage/grunge e Nirvana doc, ne è esempio “Dogman”, la nuova “Smell like Teen Spirit”, per così dire. In “Give me a Kiss” vi è quella conclamata poeticità maledetta del grunge, per una traccia che scorre via veloce con arrangiamenti moderni e pulsanti. Nel trittico finale si evince una spruzzatina dei REM più distorti con accostamento psichedelico in alcune parti, arrivando all’inno finale “Fight Your War”, dotata di un tiro invidiabile e molto rock oriented. In definitiva, una bella realtà fatta di musicisti veterani nelle cui vene scorrono l’alternative, il grunge e l’indie. “Rome is Burning” è un buon album mixato precisamente come negli anni Novanta, con quel quid moderno che non guasta mai. Mettiamoci le camicie XXL di flanella con i capelli spettinati e iniziamo di nuovo ad ascoltare quella musica grazie anche ai Bullet of Noise!
Voto: 7,5/10
Daniele Mugnai

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