Gli Empathica sono una symphonic metal band che nasce nel 2013, proveniente da Verona, e questo “The Fire Symphony” è il loro debutto ufficiale sulla lunga distanza, in quanto esce dopo il primo ep “Orchestral Nightmares”. Dopo numerosi cambi di line-up e diversi concerti, la band si stabilizza con l’ingresso di Filippo Tezza (cantante dei Chronosfear e con all’attivo diversi progetti solisti) ed Alessia De Benedictis alla voce.
Il disco parte alla grande dopo l’intro “Invocation”, con il primo singolo estratto dall’album, ovvero “Fallen Master Pleasure’, brano in cui la band dà dimostrazione di quanto sia preparata tecnicamente e di quanto la fase compositiva e di arrangiamento sia stata curata nei minimi dettagli. Vari sono gli innesti di orchestrazioni e la batteria possente di Francesco Falsiroli riesce ad infondere varietà e fantasia. La voce di Alessia De Benedictis ha il predominio quasi totale, con la sua tonalità operistica e di estrazione classica, mentre Filippo Tezza si rende molto utile nei cori, oltre che al basso, ovviamente. Di tanto in tanto la band si lascia andare ad accenni quasi black metal, con tanto di blast beat, come avviene dopo la seconda metà di “Prophecy”. Ciò mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, e devo dire che il tutto funziona molto bene, aggiungendo potenza e nuovi colori alla musica degli Empathica, che rasenta in questi spiragli qualcosa di simile ai Cradle Of Filth.
Le tastiere come dicevo sono essenziali nell’economia dei Nostri, in quasi tutti i brani sono protagoniste assolute, e potrei azzardare un paragone tra questa band e altre realtà che sono tra le mie favorite nel genere come ad esempio gli Eleine, ma l’impostazione classica della voce femminile e i non pochi elementi che ammiccano al metal estremo sono l’arma in più che questa band può giocarsi a testa alta, dimostrando di aver appreso la lezione dei più “grandi”, ma allo stesso tempo di avere originalità e personalità. Ciò è chiaro in uno degli episodi più avvincenti del lotto, ovvero l’epicheggiante “Religio”, un affresco di metal sinfonico in senso assoluto, dove tutto ciò che ho descritto sinora del sound di questa band viene portato a livelli eccelsi, con diversi colpi di scena che lasciano letteralmente a bocca aperta!
Degne di particolare menzione sono ancora “Silius, Messor Animarum” e “The Fire Symphony”, due canzoni che superano rispettivamente gli otto e i dieci minuti, e nei quali la band si conferma come dotatissima sotto tutti i punti di vista e dove continuano i colpi di coda improvvisi, piazzati proprio quando meno te lo aspetti, ma che alla luce del risultato ottenuto, sono davvero azzeccati e reale forza aggiunta di questo album. Molto belle anche le chitarre stoppate e potentissime che aprono “Death Came Twice”, brano leggermente diverso dagli altri, forse un po’ meno “carico” a livello di arrangiamenti ma tagliente al punto giusto.
Poco altro da dire, gli Empathica sono una realtà che già da ora merita massima attenzione e che se la gioca, a livello di metallo sinfonico, a testa alta con tutti. Bravi!
Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 80/100
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