Dalla sempre più viva Sardegna metal, arrivano questi Alcoholic Alliance Disciples, che esordiscono col loro primo full-length in carriera intitolato “Prayers for Snakes”, che segue l’eponimo ep del 2009, col quale la band esordì per la prima volta (caspita, a dieci anni di distanza!). Il loro genere è catalogabile e incastonabile nelle fumose ragnatele del southern metal, coi soliti accenni groove e stoner. La voce roca di Ignazio Cuga ben si sposa con le prerogative di questa band, ovvero quelle di suonare semplici, pesanti e immediati. Fondamentalmente questo tipo di prodotti sono da me catalogati come semplici album rock, ma non evidenziare influenze come Black Label Society, Down e Black Sabbath non renderebbe bene l’idea di ciò che ascolterete in questo album. Prendete ad esempio la traccia “, With All My Strength”, che ha un riff portante che tanto ricorda la famosa e molto bella “Revolution Is My Name” dei Pantera. A prescindere però dalle note musicali, poi lo stile di questa band rimane molto meno estremo rispetto alla band dell’ex-Pantera Philip Anselmo. Non abbiamo mai vere e proprie cannonate di violenza, ma piuttosto un rock sudato e sanguigno. Pezzi come “Seven Days and Seven Nights” e “The Same Old Fucking Story” mettono in risalto un sound corposo e trascinante, e non è proprio cosa da poco. Sarebbe bastato variare un po’ di più la proposta per avere tra le mani un prodotto più convincente, ma non ci si può di certo lamentare, perchè nessun pezzo si erge a capolavoro assoluto, ma è anche vero che nessuno di essi è scadente, anzi. Un disco quindi più che sufficiente e a tratti buono, che lascia la sensazione che questa band il suo meglio lo dia forse dal vivo, e che i muri insonorizzati degli studio di registrazione spengano un po’ dell’impeto di cui, immaginiamo, sono capaci sulle assi del palco. Un buon disco insomma, ma aspettiamo il prossimo capitolo per farci una idea più dettagliata delle reali potenzialità di questa band.
Voto: 6.5/10
Salvatore Drugo
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