Abbiamo recensito il loro primo capitolo (di due), che risponde al titolo di “Camelot“, ottimo album di power metal che ci ha spinti ad indagare un po’ di più. Alle nostre domande ha risposto Andrea “King Aramald” Atzori (Songwriting, Keyboards, Orchestrations, Backing Vocals). Buona lettura!
1) Come nasce l’idea di creare gli Ancient Knights? Quali erano gli obiettivi che vi eravate posti?
Gli Ancient Knights prendono vita da una mia idea (Andrea Atzori) e del mio amico Marcello Atzori (aka Marcel Knight). Ufficialmente nascono nel 2018 con questo nome e questo logo ma sono in attività dal 2004, quando avevamo inizialmente pensato a un Rock Musical in lingua italiana sulle gesta di Artù ma gli obiettivi posti e la possibilità di concretizzarli si rivelarono una specie di utopia visto la mole di persone coinvolte per l’eventuale trasposizione nei teatri. Il progetto pian piano si è poi trasformato in una Metal Opera dalle tinte Hard Rock, Heavy e Power Metal visto che sono i generi con cui siamo cresciuti e con cui ci viene spontaneo e automatico scrivere i pezzi.
2) L’idea di creare la trilogia nasce con la creazione della band stessa? Ossia avete creato questa band per dare vita a questa storia sotto forma di musica?
Beh come accennato l’idea di un concept su Re Artù è precedente alla creazione della band e avendo scritto all’epoca ben più di 40 brani abbiamo pensato di creare la band per poter utilizzare buona parte di essi, soprattutto quei brani che già sapevamo si sarebbero sposati bene con la Metal Opera. Inizialmente avevamo pensato di far uscire un solo Album anticipato da un mini EP, ma dopo aver parlato con Daniele Pascali e la casa discografica (Diamonds Prod.) abbiamo deciso di dividere il materiale in 2 capitoli. Per cui non si tratterà di una trilogia ma di un concept in 2 parti.
3) Qual è la trama di “Camelot”? 
In questo primo capitolo, “Camelot” per l’appunto, si parla delle profezie di Nimue, la dama del Lago, che ha una serie di visioni, sogni e incubi sulla nascita del regno di Camelot. Le visioni però sono confuse e contorte, diluite nel tempo e sparse in diversi periodi storici e con diversi personaggi e protagonisti. Nimue vede ad esempio l’amore di Uther Pendragon e Lady Igrain che porterà alla nascita del futuro Re. Vede la gloria del Regno cantata dalle gesta dei Cavalieri e ancora la futura guerra contro l’usurpatore Morded. Questo è il motivo per cui coesistono nello stesso album personaggi come Parcival, Galvano e Morded che sono successivi nel tempo a Uther e Igraine. Piccola anticipazione: Nel secondo capitolo verrà raccontata la storia del Re, le sue gesta, la sua gloria, i suoi amori, i tradimenti, le battaglie e la sua morte. A Nimue, Parcival, Galvano e Morded si aggiungeranno quindi Artù, Ginevra, Merlino, Lancillotto e Morgana.
4) Come avete scelto tutti i musicisti coinvolti? Hanno risposto tutti al vostro invito a partecipare o qualcuno ha declinato? 
Quando ho pensato a questa Metal Opera insieme a Marcel abbiamo stilato una lista di potenziali voci che ci sarebbero piaciute per alcuni dei personaggi e mai avrei immaginato che i nostri sogni di avere Goran Edman o Fabio Lione si sarebbero poi avverati. Tutti i cantanti sono stati scelti in base al nostro modo di pensare ai personaggi. Li ho contattati io personalmente principalmente sui canali social o quelli ufficiali reperibili sul web. La maggior parte di loro ha voluto ascoltare prima il materiale per poi decidere se partecipare o meno e fortunatamente, essendo un materiale molto vario e valido, quasi tutti i musicisti contattati hanno accettato l’invito. I pochi che hanno declinato l’invito lo hanno dovuto fare soprattutto per mancanza di tempo e per i molteplici impegni che non coincidevano con la nostra deadline. Piccola curiosità: tra quelli incuriositi ma davvero troppo impegnati posso dire di aver avuto una piacevole conversazione con Eric Adams che ha dovuto declinare l’invito ma che ci augurava il meglio per il nostro progetto e per il nostro futuro.
5) Quanto tempo avete impiegato per scrivere e registrare Camelot?
Come già accennato molte canzoni avevano uno scheletro ben definito già da tanti anni per via del fatto che le avevamo già scritte per il musical, quindi per quelle abbiamo semplicemente dovuto creare gli arrangiamenti heavy e power giusti senza però snaturare l’aspetto orchestrale e teatrale che già avevamo impostato in precedenza, dando così vita a un connubio secondo noi ben riuscito. Per quanto riguarda invece le registrazioni ci eravamo dati una deadline molto più ristretta per finire il tutto entro giugno o luglio 2019 ma ben presto ci siamo accorti che le distanze di alcuni musicisti sparsi tra Europa, Giappone e Colombia e gli impegni di alcuni di loro ci avrebbero costretto a cambiare piani e allungare i tempi. Per il mix e mastering ci siamo poi affidati a Mattia Stancioiu, che nonostante mille difficoltà e impegni è riuscito a fare un ottimo lavoro. E così, nonostante un po’ di ritardo, eccoci qui alle battute finali, a raccontare di questo primo disco che mi piace ricordare è totalmente autofinanziato da me e Marcello.
6) Pensate di portare in sede live Camelot? Avete in programma una qualche data speciale dove far esibire tutti i cantanti ed i musicisti coinvolti nel progetto? 

L’aspetto live è uno di quelli a cui chiaramente abbiamo pensato e che se ce ne fosse la possibilità potrebbe anche realizzarsi, anche se al momento non ci sono piani in merito perché vorremmo aspettare l’uscita ufficiale del disco (fine gennaio) e successivamente capire il gradimento del pubblico che sarà fondamentale per valutare se ci saranno i numeri e i presupposti per fare qualche data. Il secondo aspetto sarebbe quello di non avere ancora un ampio repertorio da portare live, per cui da questo punto di vista sarebbe preferibile aspettare anche il secondo capitolo. Infine bisogna pensare a quanto possa essere difficile portare in scena uno spettacolo che coinvolga tutti quei musicisti e cantanti anche se un cast di primissimo livello potrebbe comunque venir fuori. Per cui solo il tempo e i numeri ci diranno cosa ci riserva il futuro.

7) Ho trovato “Camelot” fortemente influenzato dal power metal sinfonico italiano di gruppi come i Rhapsody (Of Fire). Siete d’accordo con me o ritenete la vostra proposta diversa? A tal proposito mi parlate delle vostre principali influenze musicali e letterarie? 

Assolutamente si. I Rhapsody sono stati una grandissima fonte di ispirazione. Soprattutto sulla canzone intitolata Camelot. Però è una canzone che ho scritto nel 2000 a cui ho aggiunto il ritornello nel 2008 per cui se inizialmente poteva essere influenzata parecchio dai Rhapsody successivamente ha subito l’influenza anche di Rondò Veneziano, Malmsteen e Falconer. In generale tutto l’album è fortemente influenzato dall’hard rock di gruppi come White Lion e Europe e da band heavy e power come Yngwie Malmsteen, Rhapsody, At Vance, Helloween, Stratovarius, Heavens Gate, Johansson Brothers, Richard Andersson e Iron Maiden su tutti. La componente classica, sinfonica e neoclassica è inoltre molto presente per cui ci sentiamo di dire che la varietà di generi è ciò che caratterizza questo disco e gli Ancient Knights in generale. A livello letterario ma anche cinematografico abbiamo tantissime influenze e svariamo dal fantasy alla fantascienza ma nel caso specifico è indubbio che per scrivere un concept basato sulle gesta di Re Artù ci si debba limitare a quelle specifiche tematiche e in particolare il nostro Artù è molto fedele a quello de “La storia di Artù e dei suoi Cavalieri” di Sir Thomas Malory, con qualche licenza poetica.

8) Quanto tempo dovremo aspettare per ascoltare i capitoli successivi?
Siamo già al lavoro sul nuovo materiale. La maggior parte delle canzoni, come detto, sono state scritte diversi anni fa per cui abbiamo già delle demo pronte e delle strutture già definite e dovremmo lavorare soprattutto sugli arrangiamenti di cui si occupa in toto Marcel e sui testi di cui invece mi occupo io. Per cui credo che non saranno tempi lunghissimi, ma al momento attendiamo il debut ufficiale e godiamoci questo momento.
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