Timeless” dei Perfect View è uno di quei dischi che meritano un obbligatorio riconoscimento, ed è per questo motivo che non potevo proprio evitare di proporne (sebbene in ritardo rispetto alla sua data d’uscita …) la doverosa segnalazione all’attento pubblico dei Gloriosi.
Chi già lo conosce non ha bisogno di troppe delucidazioni, ma a beneficio di quelli che ancora non l’hanno consumato o magari incrociano per la prima volta sulla propria strada il nome dei modenesi, diciamo che questo loro terzo lavoro arriva ad affinare un percorso artistico sviluppato attraverso due ottimi precedenti (“Hold your dreams” e “Red moon rising”), riccamente attrezzati per attirare l’attenzione di tutti i sostenitori della melodia vigorosa.
Con il nuovo cantante Marco Ciancio (sostituto del pur valido Massimiliano Ordine), il gruppo raggiunge nuove vette espressive, incentrando il sound su fisicità e armonia e trattando con gusto e freschezza i dogmi fondamentali di uno stile musicale, guarda caso, “senza tempo”.
Hard-rockAOR, scorie di class-metal e barlumi di prog costituiscono le fondamenta su cui edificare un programma che brilla complessivamente di luce propria, e in cui almeno una buona metà sfiora “pericolosamente” l’eccellenza assoluta.
E’ il caso di “Stop me, kill me, leave me”, opener trascinante e vaporosa, “Can’t stop the fire”, rock adulto di preziosa fattura, “Your love is gone”, impregnata di malinconica seduzione romantica, “Don’t look back”, innervata dalle chitarre e decorata dalle tastiere, “No regrets”, cangiante best-in-class dell’opera, e “Promises”, scintillante fusione tra Shy, Kansas e Journey.
Appena inferiori dal punto di vista della “presa emotiva” si attestano “Shades of us” e la solare “Lorelei”, mentre all’ombrosa “Fallin’”, alla grinta seventies di “Outlaw” e “Lei it go”, e alla breve title-track dell’album è affidato il compito di illustrare con dovizia, anche agli astanti più distratti, la vertiginosa estensione vocale di Ciancio, dotato altresì di una rimarchevole sensibilità interpretativa.
Chi ama il rock di qualità non potrà che includere i Perfect View tra il novero dei suoi protetti, inserendoli di diritto tra i degni rappresentati di una “scuola melodica” tricolore sempre più convincente e credibile a livello internazionale … qualcosa mi dice anche che il prossimo albo potrà essere il passo “definitivo” verso quella consacrazione che oggi sfugge loro solo per vaghe inezie … non rimane, dunque, che attendere, con rinvigorita fiducia, un evento pressoché “ineluttabile”.

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