Terzo capitolo per gli emiliani Perfect View, formazione che ha visto i suoi albori grazie all’input di Luca Ferraresi (batteria) e Francesco Cataldo (chitarra). La band è attiva da circa dieci anni e si pone sul mercato odierno con un album che, se da una parte si dimostra al passo coi tempi per quel che concerne la produzione potente e chiara, con un gran lavoro dietro al banco di regia, dall’altra parte mette al servizio dell’ascoltatore un rock melodico se vogliamo un po’ retro\’ (o AOR, fate voi) che vede le sue influenze principali in band come TNT, Journey o Dokken (e una spruzzata di Whitesnake e Deep Purple anni ’90).
“Stop Me, Kill Me, Leave Me” e “Can’t Stop The Fire” aprono l’album nel migliore dei modi: classe, tecnica e melodia si fondono in un unico stile, elegante e bilanciato perfettamente in ogni suo aspetto. Dalla terza traccia, “Shades Of Us” abbiamo una conferma di quanto espresso con le prime due canzoni; in più, in questo terzo episodio la band cerca un approccio leggermente più veloce ed incalzante, al quale aggiunge i consueti ritornelli melodici. E poi c’è “Your Love Is Gone”, la classica canzone emozionale che funge da episodio più commerciale dell’album: insomma, la classica ballata che volendo potrebbe anche apparire un po’ scontata, ma che da decenni presenta una formula, in questo genere, che difficilmente fallisce il suo compito. “Don’t Look Back” è, a parere del sottoscritto, uno degli episodi più belli del disco, perché presenta più elementi “hard” e dove il tiro effettivamente sfiora l’heavy metal, anche a livello di riffing.
“Outlaw, “No Regrets” o la finale e nuovamente robusta “Let It Go” sono altri episodi da non lasciarsi sfuggire, in un album che comunque si mantiene sul pezzo dall’inizio alla fine, offrendo una prova molto matura e coinvolgente.
Non vorrei esagerare dicendo che questo lavoro rappresenta un vero gioiello dell’hard rock/AOR, e che è difficile trovare reali difetti in un disco che rasenta la perfezione. Per chi ama questo stile, direi che l’acquisto di “Timeless” è obbligatorio, in quanto è sempre più raro imbattersi in band di questo genere così valide. Se aggiungiamo che sono italiani, poi, non vi viene ancora più voglia di dare loro il vostro piccolo ma importante sostegno? E lo si dà perché meritano alla grande, sia chiaro… il campanilismo qui non c’entra nulla. Ottimi.
Voto: 8/10
Joker

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