Tornano i Perfect View, band che noi avevamo osannato nel loro disco d’esordio Hold Your Dreams di cui avevamo parlato a questa pagina ma che vede nella propria discografia anche il lavoro dal titolo Red Moon Rising del 2014. Sul finire del 2018 tornano sul mercato discografico (stavolta grazie ad un nuovo accordo con la Lions Pride Music) con Timeless un album che per certi versi conferma quanto di buono il quintetto ha fatto in passato e quanto di nuovo c’è sotto la loro cute. L’ambito è sempre un AOR/Hard Rock di ottantiana memoria costruito e suonato con grandissima classe, cura e una produzione assolutamente di primo livello. Questo dovrebbe bastare agli appassionati del genere per ascoltare (anzi consumare!) questo lavoro che sicuramente si piazza sui gradini più alti delle uscite di pari genere. C’è da segnalare che la band è cambiata in diversi componenti rispetto ai primi anni di attività della band: singer, tastiere e batteria sono di più recente inserimento e ciò ha comportato un cambiamento anche nel sound della band. Se infatti le linee vocali seguono gli stilemi tipici dell’AOR, dell’Hard Rock (comunque impressionanti, provate ad ascoltare la titletrack) e anche quelle che la band ha voluto impostare fin dai tempi di Hold Your Dreams, va detto che la proposta della band è molto meno tastiera-centrica, poggiandosi invece molto di più sulla chitarra, sul riffing, strizzando l’occhio più a formazioni tipo Tygers Of Pan Tang, giungendo in diversi minuti a sfondare il muro dell’hard’n’heavy e affascinando chi si attende dei suoni più granitici.

Certo, anche negli album passati c’erano momenti hard rock più decisi (ricordiamo ancora Run pulsare nelle nostre orecchie) ma qui i brani dall’incedere deciso, dalla ritmica veloce e dalla sei corde metal sono davvero più numerosi: Don’t Look BackNo Regrets (dall’intermezzo quasi prog), Fallin’ e Can’t Stop The Fire (che ci starebbero benissimo in un album dei Whitesnake) o anche Shades Of Us. La ballad prende il nome di Your Love Is Gone e pur essendo un brano affascinante ricalca un po’ troppo i copioni delle ballad che furono e poco aggiunge al contesto di appartenenza. Timeless potrebbe essere considerato un “album senza tempo”, in realtà secondo noi il fattore tempo è chiarissimo ed corrisponde al decennio ottantiano; ma al di là delle sue radici va detto che il cambiamento di rotta della band è apprezzatissimo e regala attimi di vera adrenalina. Non capiamo davvero come l’italianissima Frontier Records si sia fatta sfuggire questa formazione tutta italiana e dal gran valore, lasciando ad una label straniera riporre in loro fiducia. Poi noi italiani siamo bravissimi a lamentarci di fuga dei cervelli, ma se non siamo i primi a valorizzare le nostre ricchezze…

Voto 8

Marcello Zinno

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial