Devo essere onesto, non ero partito con le migliori premesse verso gli Empathica. Nonostante abbiano in formazione una garanzia del power-symphonic metal italiano, ovvero Filippo Tezza, cantante dei validi Chronosfear, devo ammettere che l’invasione del metal sinfonico da almeno dieci anni a questa parte ha fatto sopraggiungere in me una certa forma di rigetto verso il genere. Non è tanto una questione del genere in sè, ma del fatto che tutto in questo ambito è già stato detto, e che le produzioni (tradotto, i suoni) sono praticamente standardizzati in tutte le uscite, ovvero con suoni troppo lavorati e impersonali.

Se da una parte gli Empathica fanno fede a molte caratteristiche fin qui elencate, seguendo un po’ il vademecum della classica symphonic metal band, presentando un album talmente “perfettino” da risultare quantomeno freddino, c’è anche da dare loro il merito di saper scrivere delle gran belle canzoni. Poi, la scoperta che non è Filippo Tezza il cantante principale, ma una dotata ragazza, Alessia De Benedictis, gioca secondo me un ruolo importante nella riuscita dell’album. Non che il buon Filippo non sia un buon cantante, anzi, ma questa ragazza a mio avviso alza molto il livello di tutte le composizioni, in quanto è dotata di una tecnica fuori dal comune, e che dalle prime battute ci permette di associarla senza indugi alle migliori cantanti di questo ambito come Tarja Turunen (Nightwish, Tarja), Sharon Den Adel (Within Temptation) o Floor Jansen (Nightwish, After Forever).

E quindi, detto questo, la band gioca sul sicuro con pezzi formalmente ineccepibili e dove abbiamo anche una buona varietà tra parti aggressive e altre più melodiche. “Religio”, “Death came twice”, “What we have to die for” “Sillus messor animarum”, “Ghost love score”, sono brani che presentano un gruppo davvero dotato e che ha poco o nulla da invidiare a colleghi più illustri. Anche la produzione del disco è davvero di primo livello e quindi dà all’opera un taglio più internazionale, che è essenziale per presentarsi da subito senza alcuna lacuna importante, e quindi entrando di diritto nel panorama metal mondiale a testa alta. Bravi, attendiamo il seguito!

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