Elysium è definita come una band di gothic folk sinfonico. In realtà, pur essendoci tutti gli stilemi elencati, è ben evidente la sua matrice metal, grazie soprattutto ai riff di chitarra elettrica di Simone Moratto e alla possente sezione ritimica del batterista Flavio Lovisa. Grazie soprattutto alla voce femminile di Daphne Nisi, lo stile degli Elysium può essere facilmente accostato a quello di band quali Nightwish, Lacuna coil e, nei momenti più pop, agli Evanescence. La peculiarità del gruppo, però, sta nella fusione di elementi classici e rock e nell’utilizzo di strumenti non convenzionali per un contesto metal come, per esempio, il violino di Christian Arlechino. Sono proprio questi elementi che fanno avvicinare la band al folk-prog, su stile di Eluveite e Pineapple Thief. Il bassista Marco Montini e la cantante Daphne Nisi sono il “motore compositivo” del gruppo di Orvieto. Marco Sinopoliè responsabile della magnificenza orchestrale del sound degli Elysium. La band ha all’attivo un Ep, ossia “Symphony of a forest” e il 23 maggio 2019 vede l’uscita del loro nuovo album “Labyrinth of fallen angels”.

“Black hole” è un brano di gothic rock dallo straordinario impatto. Apre con un crescendo orchestrale misto a suoni elettronici, accompagnato da un pianoforte ipnotico che esplode in un riff di chitarra costruito su di una sezione ritmica serrata. La bella voce della Nisi è contrappuntata da quartetti d’archi e da cori che farebbero emozionare anche l’ascoltatore più distratto. Ciò che contraddistingue il brano è la dinamica: in esso si alternano momenti di grande potenza metal ad altri più morbidamente sinfonici. Un emozionante tappeto orchestrale affiora più volte lungo il brano, rendendo il sound magnificente e pomposo. Trova posto pure un cambio di tonalità che rende il tutto più intrigante ed incalzante.

“Evanescent” è un brano eclettico e camaleontico nei cambi di umore. Dominano i violini e le chitarre elettriche, ed è ancora una volta la dinamica a rendere il brano degno di nota. Momenti dal forte tiro metal si alternano ad altri di affascinante distensione e atmosfera. La straordinaria voce di Daphne Nisi si adatta con estrema facilità alle esigenze del brano, tra cantato melodico e graffiante. Si percepisce una notevole tensione e una sorta di inquietudine che, d’altronde, fanno parte degli stilemi del gothic metal.

Fin dalle prime note, “Before the end” vuole mettere le cose in chiaro circa l’approccio musicale che caratterizza la band. Un potentissimo attacco di chitarra, basso e batteria introduce il brano. Nella traccia trovano posto cambi ritmici, un affascinante pizzicato di archi e un arpeggio di piano di stampo classico. D’altronde, musica classica e rock si sono sempre sposati alla perfezione, sin dai tempi di band quali Deep Purple, Emerson Lake and Palmer e Rainbow. Orchestrazioni di chitarre elettriche rendono il brano ancora più emozionante.

Uno dei momenti più suggestivi dell’intero album è “Turn around”. Il brano apre con una magnifica introduzione acustica per chitarra e violino, la quale ricorda certe ballate dei Gentle giant. Il tutto, però, viene presto elevato ad una ben più alta dimensione da un magnificente connubio tra chitarra elettrica ed orchestra. La band è caratterizzata da un’evidente irrequietezza che la porta a giocare spesso e volentieri con cambi di ritmo, con la dinamica e con diversi umori. Struggente è il ritorno finale alla dimensione acustica. Su tutto, prevale sempre la grande voce della Nisi.

In “Fight for your love” c’è un’affascinante crescendo di batteria e archi, il quale confluisce in un riff di chitarra memorabile. È un brano più convenzionale rispetto agli altri. Si affacciano certe sonorità pop che rendono la canzone più radiofonica rispetto alle altre tracce. Meravigliosi gli assoli di chitarra, funambolici.

“Close to you” apre con un’evocativa voce recitata contrappuntata da un violino da pelle d’oca. Chitarra elettrica e violino duettano su diverse linee melodiche, costruendo elementi sonori dal forte impatto. Ad un certo punto, il brano è stravolto da un crescendo collettivo che conduce ad un assolo di violino incalzante in stile Vivaldi. Grazie ai cambi di ritmo, alla combinazione di chitarra elettrica e violino nonché a molti elementi classici che si intrecciano con la sezione rock, il brano sfiora il progressive metal, per non dire che vi attinge a piene mani.

In “Siren” si possono ascoltare addirittura elementi di ambient music che vanno, inevitabilmente, a sfociare in un sound decisamente più metal. Le sonorità sono epiche e non mancano elementi di facile ascolto, come il ritornello, accompagnato da una linea melodica per violino da brividi. Ancora una volta, cambi di ritmo e giochi di dinamica caratterizzano il brano. Vi si trova un intermezzo meraviglioso che ricorda i King Crimson di “Book of Saturdays” con il violino di Peter Cross, il quale risolve in un riff di chitarra aggressivo e più convenzionale.

“Higher state” è un brano di più immediata assimilazione. La voce della Nisiassume caratteristiche da soprano e la sua estensione vocale è a dir poco degna di nota. Un violino che incalza in una sezione ritmica possente è uno dei punti forti del brano, nonché l’irraggiungibile assolo di chitarra di Moratto.

“Nobody knows” è un brano sicuramente adatto ai passaggi radio nella sua orecchiabilità. È la traccia in cui l’inquietudine fa posto ad una carica di positività, pur conservando elementi dark. Se non fosse per l’originalità dell’inserimento del violino in un tale contesto, il brano potrebbe sembrare uno degli Evanescence. Ma gli Elysium sono decisamente più innovativi.

Rondò veneziano e metal si sposano magnificamente nel brano “Here i am”. Anche questa è una canzone perfetta per i passaggi radio, grazie soprattutto ad un ritornello molto “catchy” e ad un riff di violino accattivante ed originale. Irraggiungibili le evoluzioni chitarristiche degli assoli di Simone Moratto.

“Labyrinths of fallen angels” è un album che non può che emozionare: magnificente, originale nella fusione di stilemi classici e rock, possente e accattivante. Un album godibile anche per i non amanti del genere gothic rock.

A cura di Filippo Bombonato

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